38° parallelo, Ong contro la malaria

Verso la pace? Difficile dirlo. Sta di fatto che al 38° parallelo qualcosa si sta muovendo anche in area diplomatica. Sotto la supervisione del nuovo presidente sud coreano Moon Jae-in, il ministero dell’Unificazione di Seoul ha approvato contatti privati individuali per un’organizzazione non governativa, il Movimento coreano per la condivisione, con nordcoreani. Secondo quanto riferisce il quotidiano JoongAng Ilbo, è la prima volta che accade dal quarto test nucleare effettuato da Pyongyang lo scorso anno. “Il governo risponderà fermamente alle provocazioni del Nord, ma manterrà anche una posizione flessibile nel rivedere un possibile sostegno umanitario e scambi a livello privato, nella cornice disegnata dalle sanzioni internazionali alla Corea del Nord”, ha spiegato il portavoce Lee Yoo-jin.
Al centro del programma, il contrasto alla malaria. “Il ministero – ha continuato – ha approvato il programma di prevenzione della malaria nelle zone di confine proposto dal Movimento coreano per la condivisione”.
Il nuovo presidente è un ex avvocato per i diritti umani con orientamento progressista, ma la situazione tra i due Paesi resta tesa. Sempre secondo il JoongAng, le organizzazioni che hanno richiesto il via libera per avviare programmi umanitari nel nord sono circa una decina. La rapida approvazione del programma sulla malaria è dovuta al fatto che esso deve essere realizzato entro la fine di maggio per poter essere efficace. In un documento programmatico sulla questione nordcoreana trasmesso dal ministero al comitato per gli affari di stato della presidenza sudcoreana oggi si parla della possibilità di migliorare le relazioni con i cugini separati del Nord. “Il ministero (dell’Unificazione) deve avere un ruolo più attivo nel guidare un nuovo tipo di relazioni bilaterali per la pace nella Penisola coreana”, ha spiegato Park Kwang-on, un parlamentare del Partito democratico che si occupa della questione.
Va ricordato comunque che le varie mosse diplomatiche tra Pyongyang e Seul devono muoversi in un contesto geopolitico molto difficile. Le due metà della penisola, in fatti, non sono formalmente in pace. La guerra del 1950-52 è stata interrotta con un armistizio.
Dettagli che pesano.

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