Da Lecco alla Mongolia in Panda: l’avventura dei Genghis’s Panda

E pensare che anni fa avevo timore ad andare fuori città con la Panda per paura che potesse fondere…invece tre ragazzi hanno pensato bene di andarci in Mongolia partendo da Lecco. Marzio Invernizzi e Lorenzo Biraghi di Lecco e Leonardo Caprio di Milano parteciperanno al Mongol Rally una gara non competitiva a scopo benefico con il nome di squadra di Genghis’s Panda. Non c’è un vero vincitore, alla fine vincono tutti. Almeno quelli che arrivano.

Il Mongol Rally è un’iniziativa nata nel 2004 in Inghilterra e promossa dal gruppo The Adventurist e riproposta ogni anno. Le regole sono semplici. Usare un’auto con una cilindrata inferiore a 1200cc e non usare nessun apparecchio di navigazione che non sia una cartina stradale. Inoltre non è previsto nessun sostegno da parte dell’organizzazione. Se ti si ferma la macchina in mezzo ai deserti asiatici sono fatti tuoi. La tassa di iscrizione è di circa mille sterline. 500 devolute direttamente all’Ong CoolEarth, mentre i restanti andranno a un’associazione a scelta del team. I Genghis’s Panda hanno scelto la onlus Make a Difference attiva nel campo dell’educazione.

Trovati gli sponsor per la loro spedizione, i tre studenti del Politecnico di Milano si sono quindi buttati in questa avventura. 15 mila chilometri e 15 Stati da attraversare. Il loro diario di bordo sono i social. Facebook e Instagram (@genghisspanda) in particolare. Da Lecco hanno raggiunto Budapest, città da cui il 20 luglio 2016 è ufficialmente iniziata la gara.

Quando avete deciso di intraprendere questa avventura? E come mai?

Lorenzo da anni voleva partecipare, ma stentava a trovare compagni di sventura. Per caso poi ha trovato Leonardo su Facebook, frequentante anche lui il Politecnico di Milano sede di Bovisa, ed è finalmente riuscito a mettere in moto il meccanismo.
Perché? Perché la voglia di viaggiare e scoprire culture differenti dal nostro, supera la paura di partire!

L’auto è una Panda 900, è di vostra proprietà? 

Sì, l’abbiamo acquistata “a prezzo” all’inizio dell’avventura da un concessionario amico, Automottola Rent. Da lì in poi abbiamo iniziato a metterci le mani.

C’è una tempistica da rispettare per il Mongol Rally e arrivare a Ulan Bator? Anche perché, se ho ben capito, utilizzerete mappe e cartine senza l’utilizzo del navigatore.

Innanzi tutto la tappa finale del viaggio non è Ulan Bator, ma oltre, a Ulan Ude, in Buriazia, Federazione Russa. L’organizzazione non impone nessun limite per l’arrivo, proprio per la filosofia del Mongol Rally “If nothing goes wrong, everything has gone wrong”.
In ogni caso faremo di tutto per farcela entro il 3 settembre, quando ci sarà la penultima festa all’arrivo. La regola da rispettare sarebbe l’essere “completamente da soli”, ossia senza alcun tipo di supporto. Quindi vedremo di farci bastare le care e vecchie cartine

Delle mille sterline per la partecipazione 500 andranno all’associazione CoolEarth, mentre l’altra metà a un’associazione di vostra scelta. Avete scelto l’onlus Make a Different, giusto?

Sì esatto. Leonardo aveva già lavorato insieme a questa organizzazione che si occupa di garantire l’educazione primaria per i bambini di Malindi in Kenya. Tramite Make a Difference abbiamo organizzato una raccolta fondi durante la Summer Fetê della Bilingual European School di Milano che sostiene questa iniziativa.

Qual è la vostra preoccupazione più grande durante il viaggio? Benzina, cibo, cambio dei soldi, alloggio, il varco alla frontiera?

Difficile definire quale sia la più grande: le incognite sono decisamente moltissime, e, proprio per la nostra mentalità da ingegneri, sappiamo che non potremo controllarle tutte. Ciò che abbiamo fatto è metterci nella condizione migliore per alla partenza. Sappiamo già che clima, frontiere e approvvigionamenti di benzina saranno problematici, ma siamo sicuri che una soluzione la troveremo.
Per ora benone, nessun problema, la panda va come un violino, tranne una inspiegabile pozzanghera nel tappetino che ci ha messo in allarme, ma si è rivelata solo una lattina di birra scoppiata.

Avete riscontrato problemi nell’ottenere i visti dei Paesi che visiterete? Quanto avete impiegato per avviare tutte le pratiche?

Riscontrato problemi direi di no… a parte qualche dubbio sull’assicurazione obbligatoria per il visto russo. Per il resto è filato tutto liscio ovviamente con le tempistiche lente e laboriose delle agenzie pubbliche. Queste ci hanno rallentato e fatto ottenere l’ultimo visto una settimana prima della partenza pur essendoci avviati ad aprile.

Avete mai fatto viaggi di questo tipo? Anche singolarmente e non per forza in auto, in giro per il mondo?

Sì tutti e tre abbiamo già viaggiato molto. Il Mongol Rally è una sorta di livello successivo.

All’andata passerete per il Caucaso (Georgia e Azerbaijan) poi in Turkmenistan, Uzbekistan e il resto dell’Asia Centrale fino alla Mongolia. Per il viaggio di ritorno seguirete lo stesso itinerario.

No, per il ritorno abbiamo optato a malincuore per l’aereo: purtroppo il Politecnico chiama. Tuttavia la Panda la spediremo con la Transiberiana fino in Estonia, dove vedremo di andarla a prendere e portarla sana e salva a casa.

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