“Terra di mezzo”: Uiguri vs Han, una questione etnica mai risolta

Non ci sono anelli del potere, signori oscuri o Hobbit coraggiosi. Anche se la parola “cina” ha come significato “terra o regno di mezzo” (al centro del mondo), di tolkeniano c’è ben poco. In Cina esistono centinaia di etnie, ma la dominante è quella Han. La convivenza non è sempre facile. Si vedano gli Uiguri, una minoranza musulmana.

Il governo di Pechino promuove non solo la laicità dello stato, ma anche l’assoluta mancanza di una religione di riferimento. Non c’è una religione di Stato. Taoismo, confucianesimo, buddismo, cristianesimo e islam sono tollerate e praticate, ma non riconosciute. Gli Uiguri, di etnia turcofona, vivono nella regione dello Xinjiang, all’estremo nord ovest e nello Taoyuan nel centro sud.

La religione che ruolo occupa? Non determinante se si pensa che gli Uiguri non sono l’unica etnia musulmana in Cina. Come loro ci sono anche gli Hui. Ciò che cambia è la tendenza all’indipendentismo che contraddistingue i Uiguri. Questi spingono per una propria indipendenza e per la formazione dello Stato del Turkestan. Gli scontri del 2009 e le conseguenti repressioni hanno scosso l’opinione pubblica mondiale, portando agli onori della cronaca la “questione uigura”. Secondo l’Unpo (Unrepresented Nations and People Organization) il 2014 ha segnato un notevole aumento delle persecuzioni nei confronti delle minoranze. Renee Xia, direttore del CHRD international (China Human Rights Defenders) ha dichiarato:

Il secondo anno sotto Xi Jinping è stato più draconiano del primo

Ampio giro di vite imposto dall’attuale presidente della repubblica cinese dunque.

La detenzione in Cina. Dati CHND pubblicati da FirstFT il 16 marzo 2015
La detenzione in Cina. Dati CHRD pubblicati da FirstFT il 16 marzo 2015

Il governo, stando ai rapporti delle associazioni umanitarie attive nel Paese, indicano che Pechino sta fortemente perfezionando una campagna antiterrorismo sia nelle regioni dello Xinjiang che del Tibet.

Il blogger e professore uiguro Ilham Tohti. Foto di Frederic J. Brown per Afp
Il blogger uiguro Ilham Tohti. Foto di Frederic J. Brown per Afp

Uno degli attivisti di punta che tutt’ora è in prigione è il blogger Ilham Tohti. L’uomo è stato condannato all’ergastolo nel settembre 2014 con l’accusa di separatismo.

 

 

 

A inizio 2015 Ilaria Maria Sala de La Stampa ha scritto che molti esponenti uiguri cercano di espatriare e raggiungere la Malesia via Vietnam. Il problema è oltrepassare il confine. La polizia di frontiera impedisce il passaggio considerandolo illegale e non sono stati rari i casi in cui si è sparato contro i migranti stessi. I controlli si sono inaspriti negli ultimi anni. Solo per andare in pellegrinaggio a La Mecca sono necessari controlli e autorizzazioni molto severi.

Non che al confine tailandese le cose vadano meglio. Anche lì la pressione della polizia non permette ai transfughi di passare. Nota positiva è stato il rilascio, ad inizio marzo 2015, di 17 Uiguri dalle autorità tailandesi a seguito trattenimento di 11 mesi a Bangkok.

Si parla poco del conflitto tra Uiguri e Han. Un contrasto etnico che vede al centro l’indipendenza dei primi dai secondi. Ciò che accade nella “Terra di mezzo” non è solo cinema, ma anche realtà.

 

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