Il genocidio dell’arte

L’arte è una vittima silenziosa dei conflitti. Non urla, non piange, ma la sua mancanza si sente negli anni a venire.

In questi giorni non si fa altro che parlare delle distruzioni delle statue mesopotamiche a Mosul. Lo Stato Islamico perpetra con ferocia la sua politica iconoclasta contro tutti “i falsi idoli” delle culture antiche in continuità con quanto già accaduto in altre “zone calde” del mondo.

Non è una cosa nuova. Dal rogo dei libri dei Nazisti alla distruzione dei Buddha di Bamiyan da parte dei Talebani, da sempre l’educazione e la cultura hanno fatto le spese delle azioni di guerra.

I Buddha di Bamiyan
I Buddha di Bamiyan

Spesso i monumenti rappresentano il nemico che si vuole abbattere. Lo splendore e la civiltà di chi ha preceduto i nuovi padroni di un territorio diventano il nemico stesso da abbattere. Questo è ravvisabile anche da un punto di vista religioso. I simboli di un culto diverso sono il simbolo del “male” da sconfiggere. L’odio dei primi cristiani nei confronti della cultura pagana o l’iconoclastia musulmana hanno spesso contraddistinto eventi bellici di portata storica. Proprio come il genocidio perpetrato contro le persone, allo stesso modo si sono verificati massacri indiscriminati nei confronti di opere d’arte.

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Non è solo questione di ignoranza quindi, anche se gioca un ruolo fondamentale. La guerra è fatta anche di gesti simbolici. Un esempio viene dalla guerra civile in Ruanda nel 1994. Come ha scritto Karima Guenivet nel suo libro Stupri di guerra gli uomini Tutsi violentavano e sventravano donne incinta Hutu in quanto “ospitanti” un possibile futuro nemico da eliminare. L’atto è prettamente simbolico. Con l’uccisione della madre anche il feto è destinato a morire. Ma l’estrazione del figlio nasconde un significato antropologico e sociologico ben definito; non lasciare traccia di alcun oppositore.

Stessa cosa per l’arte. La distruzione di reperti antichi è una damnatio memoriae del proprio avversario. Un disconoscimento culturale che va di pari passo con l’eliminazione fisica del nemico.

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2 commenti Aggiungi il tuo

    1. Alessio Chiodi ha detto:

      Articolo molto interessante, l’ho letto con piacere. Grazie della segnalazione.

      Piace a 1 persona

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