Le carnefici di Abu Ghraib sullo sfondo delle torture della Cia

Sulla scia dell’ultimo post, ripropongo qui il lavoro di Andrea de Cesco sul suo blog, “Anche tu sei una donna, guerra“. In questo articolo parla delle aguzzine di Abu Ghraib, la prigione afghana degli orrori. Buona lettura

Anche tu sei una donna, Guerra

Dove sta la differenza tra carceriere e carcerato? Tra i paladini del cristianesimo e i terroristi islamici? Tra l’Occidente buono e l’Oriente cattivo?

L’atteso rapporto sulle “tecniche di interrogatorio rafforzate” usate dalla CIA, l’agenzia di spionaggio americana, ha scosso l’opinione pubblica mondiale. Il documento, che si riferisce al periodo dell’amministrazione di George W. Bush (2001-2009) e la cui realizzazione è costata più di 40 milioni di dollari, riporta nel dettaglio le modalità di tortura adottate contro prigionieri catturati dai militari statunitensi in Medio Oriente durante la guerra contro i terroristi di al Qaida, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Ciò che emerge dalle 528 pagine pubblicate martedì 9 dicembre dal Comitato del Senato è raccapricciante: alimentazione rettale, privazione del sonno (fino a 100 ore), uso sistematico del waterboarding, interrogatori non autorizzati e privi di sorveglianza della durata di settimane, detenuti obbligati a passare lunghe ore in piedi con le gambe…

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